Mi devo preoccupare o fingere di non preoccuparmi?

Ho notato ultimamente che ci sono dei bloggers (donne) che cancellano i miei commenti oppure, ancora peggio, mi cancellano dalla loro cerchia di amicizie.
Eppure non mi sembra che dico nulla di offensivo. Una addirittura ha cancellato il mio commento in cui scrivevo di non possedere nè il cellulare nè il telefono fisso. Forse avrà pensato che la stavo prendendo per i fondelli, visti i tempi “altamente tecnologici” odierni  😉

Mi devo preoccupare o fingere di non preoccuparmi?

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Amicizia

Un’amica è da un pò di giorni che non scrive.
Mi preoccupo perchè abbiamo un bellissimo rapporto di sincerità. E’ così difficile trovarla in questo oceano che è il web.
Mi piace, è delicata, gentile, soave, sognatrice.
Dovrei esserci un pò abituata alle sue sparizioni, lo ha già fatto altre volte ma man mano
che il nostro rapporto si rafforza si fa avanti un’ansia in me quando non scrive, anche
perchè lei fa anche tre o quattro post al giorno.
Al mio messaggio mi risponde che preferisce al momento riposare dal blog perchè è una
rincorsa ai commenti, lei commenta per essere commentata e viceversa.
Io rispondo che l’importante è la sua serenità, il blog può aspettare.
A pc spento però rifletto tra me e me. Mi ha colpito in particolar modo la sua frase: “è una rincorsa ai commenti, io commento per essere commentata e viceversa”?
Davvero è così?
Io devo commentare per essere commentata, e gli altri commentano per essere
commentati da me?
Se così fosse allora, ha ragione lei…diventa uno stress e questo a me non sta bene.
Io voglio condividere i miei pensieri, ricevere commenti ma senza stress. Ed io commento i pensieri altrui ma senza stress.
Lo scrivere non è per me un obbligo e non lo deve essere neanche da parte di altri.
Il pubblicare, il commentare è una scelta. I blog che ho linkato li ho scelti io. Qualcuno lo
commento più frequentemente, altri meno, ma non mi sento in obbligo verso qualcuno. E credo, e spero che sia così anche dalla controparte.
L’amicizia è un dare ed avere ma senza costrizione alcuna.
O sbaglio?
Ho scelto di lasciarla andare, anche a malincuore…ma la mia libertà vale di più di un
commento e se lei vorrà sa sempre dove trovarmi. (✿◠‿◠)

A presto. Baciobacio ❤

Requisiti per la pensione dal 2017…

Fra le misure riguardanti la Riforma Pensioni all’interno della Legge di Stabilità c’è lo stop agli adeguamenti alle speranze di vita per alcune categorie di lavoratori (in particolare precoci e addetti a mansioni usuranti), mentre non si registrano novità per le altre tipologie di pensioni, che quindi continuano ad applicare gli aumenti delle aspettative di vita previsti dal Dl 78/2010.
Vediamo dal sito delle piccole-medie imprese pmi.it tutti i requisiti per andare in pensione nel 2017 e negli anni a seguire, almeno in relazione a questo parametro.

Il primo adeguamento alle speranze di vita è scattato nel 2013 ed era pari a tre mesi, a cui si sono aggiunti altri quattro mesi nel 2016. Risultato: ai requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e a quelli contributivi per la pensione anticipata, nel 2017 vanno aggiunti sette mesi. Quindi, l’età per la pensione di vecchiaia 2017 è pari a:

  • 66 anni e 7 mesi per lavoratori dipendenti del privato
  • 66 anni e 7 mesi per lavoratori autonomi
  • 66 anni e 7 mesi per lavoratrici del pubblico impiego
  • 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome
  • 65 anni e 7 mesi per lavoratrici del privato

Per quanto riguarda la pensione anticipata, invece, il requisito 2017 è pari a 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.

C’è poi il caso particolare della pensione contributiva, applicabile sia ai trattamenti di vecchiaia sia alle pensioni anticipate. La pensione di vecchiaia contributiva riguarda lavoratori che quando raggiungono l’età pensionabile sopra riportata non hanno perfezionato i requisiti contributivi (20 anni di contributi versati, e un assegno pari ad almeno 1,5 volte il minimo). Se hanno 5 anni di contributivi versati, nel 2017 accedono comunque a una pensione di vecchiaia con 70 anni e 7 mesi di età. La pensione anticipata contributiva è invece riservata a coloro che hanno 20 anni di contributi e un assegno pari ad almeno 2,8 volte il minimo: il requisito anagrafico 2017 è pari a 63 anni e sette mesi.

E veniamo alle tipologie per le quali la manovra 2017 ha eliminato l’aspettativa di vita. Aboliti del tutto per la pensione anticipata lavori usuranti.

Per quanto riguarda i precoci (con almeno un anno di contributi entro i 19 anni), sono stati eliminati gli adeguamenti 2013 e 2016, e il requisito 2017 per la pensione anticipata è stato fissato in 41 anni di contributi (bisogna comunque rientrare in una serie di categorie, elencate dalla legge). I prossimi adeguamenti alle aspettative di vita, però, dal 2019 saranno calcolati.

L’adeguamento alle speranze di vita si applica anche all’Opzione Donna, forma di pensione anticipata su cui la Legge di Stabilità 2017 ha introdotto nuove forme di flessibilità, aprendo alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dell’anno. Accedono all’Opzione Donna le lavoratrici che hanno almeno 35 anni di contributi. L’età anagrafica comprensiva di aspettativa di vita, è pari a 57 anni e sette mesi per le dipendenti e 58 anni e sette mesi per le autonome.

Infine, ricordiamo che gli adeguamenti alle aspettative di vita non riguardano gli autonomi iscritti alla gestione separata e alle casse previdenziali dei professionisti.

Per quanto riguarda i prossimi adeguamenti, sono previsti nel 2019 e poi ogni due anni (quindi 2021, 2023, 2025 e così via). L’entità degli aumenti è decisa di volta in volta, in base ai dati Istat. L’adeguamento 2019 sarà stabilito alla fine del 2017: secondo l’analisi della Ragioneria Generale dello Stato, potrebbe essere inferiore a quelli precedenti, e non si esclude che sia pari a zero, nel qual caso i requisiti resterebbero immutati fino al 2021.

http://quifinanza.it/lavoro/i-requisiti-per-la-pensione-dal-2017-in-poi/118228/?ref=libero

Posso dire che è: TERRIFICANTE?

Corpo e anima

“Ognuno decide di cosa fare della propria vita, anche come nutrirsi…. Sono onnivora ecc ecc ecc”  scrive in un commento una blogger.
Più che d’accordo sul discorso della libertà, un po’ meno su quell’ “onnivora”. Essendo vegana.
Non fanatica, come ci definiscono alcuni  blogger onnivori. Come dice giustamente la blogger in questione ognuno di noi si può cibare come meglio crede,  anche mangiando cadaveri di animali, nulla da eccepire.
Confesso che mi dispiace più per gli animali, per la loro sofferenza che per la mancanza di sensibilità umana, a questa ormai mi sono abituata, chiedo scusa, non vogliatemene.
Ma quel che mi ha fatto riflettere è che noi umani pensiamo più che altro a nutrire il nostro corpo ma poco a nutrire la nostra anima.
Perché diciamolo sinceramente, noi non siamo solo carne, nel momento stesso che proviamo sentimenti dimostriamo di avere anche uno spirito. O sbaglio?
Noi buttiamo nel nostro stomaco: carne, formaggi, uova, merendine confezionate, caffè (avete mai notato l’alone marroncino che lascia sul lavandino, se non pulite subito… figuriamoci nello stomaco…), burro, grassi vari, insomma quello che gli esperti in materia alimentare chiamano “cibo spazzatura”.
Nella nostra anima cosa buttiamo? Invidia, rancore, brutti pensieri, falsità, malignità oppure dolcezza, amore, pace, dignità, carezze?
Anche l’anima ha bisogno di alimenti per vivere, per nutrirsi, esattamente come il corpo.
Fra un mese e poco più sarà Natale, cosa le darete da mangiare?

Uffa!

Stanotte volevo vedere la luna, tutta bella nel suo splendore ma il cielo era oscurato dalle nuvole.
Ho cercato qualcuno che mi desse un passaggio su un aereo di quelli supersonici che trapassano le nuvole… ma ahimè… nada de nada.
Adesso mi toccherà aspettare il 2034! Chissà se sarò ancora viva e soprattutto se avrò tutte le mie facoltà mentali a posto per godermi lo spettacolo! Questo è il mio vero problema…. 😉
Io ci conto….   😀