Diversità…

La globalizzazione disumana:

La Oerlikon Graziano, azienda metalmeccanica di Rivoli (Torino), ha licenziato un operaio rientrato in fabbrica otto mesi dopo un trapianto al fegato. «Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate e poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento», racconta Antonio Forchione, 55 anni. L’operaio – 37 anni di lavoro alle spalle – farà causa all’azienda per ottenere un risarcimento. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato subito uno sciopero di due ore su tutti i turni e hanno definito «inaccettabile» la decisione dell’azienda, leader nel campo della produzione di ingranaggi e componenti per la trasmissione. Allo studio c’è un’intera giornata di sciopero che dovrebbe coinvolgere anche gli altri stabilimenti piemontesi e il sito di Bari. È il terzo caso simile dopo quello di due delegati Fiom nelle fabbriche di Bari e di Sommariva Bosco. La Oerlikon Graziano ha circa 700 dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia. Non è la prima volta che l’azienda finisce sotto i riflettori per comportamenti anti-sindacali:qualche mese fa i dipendenti avevano contestato le «pause collettive»: nove minuti di interruzione del lavoro per utilizzare la toilette, fumare una sigaretta o bere un caffè. Momenti da «consumare» a gruppi, aveva disposto la direzione. Un operaio, militante sindacale, che aveva contestato il provvedimento era stato licenziato «per supposta sopravvenuta inidoneità fisica» dopo un intervento chirurgico, con relativo periodo di riposo per malattia. Una decisione che aveva colto di sorpresa colleghi e sindacato, che avevano parlato di una «ritorsione»

http://www.corriere.it/cronache/17_marzo_08/licenziato-trapianto-11a28dde-042a-11e7-9858-d74470e8bbec.shtml?refresh_ce-cp

La globalizzazione umana:

La settimana scorsa stavo pranzando a Chick-fil-a. Mentre mangiavo ho notato un uomo seduto per terra accanto al suo cane.
Accanto a loro c’era un cartello in cui chiedeva soldi o cibo per lui o per il cane. Era chiaramente una persona in difficoltà. Gli ho osservati per tutta la durata del pranzo. Non ha mai smesso di accarezzare il suo cane mentre la gente gli passava accanto ignorandoli.
Quando ho finito il mio pranzo sono riandato alla cassa e ho ordinato un altro menu di pollo con il contorno. Sono uscito e sono andato dritto a quel uomo, lasciandogli la busta con il pranzo per lui e un sacchetto di cibo per cani che avevo nella macchina per quando portavo i miei cani al lavoro.
Mi ha guardato e mi ha sorriso… la sua faccia si è illuminata quando gli ho dato il pranzo per lui. Ma quando gli ho portato anche il sacchetto di crocchette per il cane è letteralmente impazzito di gioia. È saltato in piedi e mi ha stretto la mano con le lacrime agli occhi. Ha detto che spesso si sentiva invisibile e che nessuno lo trattava più come un umano da tanto tempo… per tutti lui era il barbone che stava all’angolo.
Gli ho chiesto se era disposto a lavorare e mi ha risposto che lo farebbe pure subito e che non si risparmierebbe nemmeno un secondo. Gli ho dato il mio biglietto da visita e gli ho dato appuntamento il giorno dopo, nello stesso posto, promettendogli che l’avrei fatto lavorare.
Il giorno dopo sono andato e l’ho trovato aspettandomi. Il suo cane era con lui e mi ha chiesto se poteva portarlo. Gli ho detto che anch’io portavo spesso i miei e che sarò felice averlo in giro. Siamo arrivati nel cantiere dove lavoravo io. Quell’uomo ha spostato tavole di legno e attrezzi per tutto il giorno per me senza mai fermarsi o lamentarsi. Il suo cane lo seguiva come un ombra… Non aveva mentito: era davvero un gran lavoratore. Mentre lavorava mi ha raccontato di aver perso sua moglie in un incidente, che la banca si era ripresa la sua casa, che non aveva figli e che il cane era la cosa più bella che aveva. Ha aggiunto che conosce bene la disperazione e che molte volte è stato sputato dalle persone mentre chiedeva l’elemosina ma che tutto questo non lo faceva soffrire. L’unica cosa che lo faceva soffrire era quando non aveva nulla da dare da mangiare al suo cane…
Alla fine del giorno gli ho dato la sua paga: $ 80. Lo sguardo nei suoi occhi valeva molto di più. Il mio gesto sembrava aver riportato una scintilla di felicità nei suoi occhi spenti dalla tristezza. Per il resto della settimana ho continuato ad andare a prenderlo nel solito posto e portarlo al lavoro, tutti giorni.
Ieri, quando l’ho riportato, mi ha chiesto di accompagnarlo in un posto diverso. Mi ha ringraziato dicendomi che quello che gli stavo dando gli permetteva di comprare da mangiare per lui e per il cane e di pagare l’affitto di un camper per non dormire più sotto le stelle. E sceso dalla macchina e ho deciso di seguirlo senza farmi vedere. Prima di rientrare nel suo camper si  fermato davanti a un fioraio e ha comprato delle rose… che poi ha portato sulla tomba di sua moglie.
Dopo aver visto questa scena toccante, ho deciso che sarei continuato ad andare a prenderlo tutti i giorni e lo avrei portato con me a lavorare tutti i giorni.

http://blog.pianetadonna.it/ilmiocanebau/dato-mangiare-un-senzatetto-al-suo-cane-quello-successo-mi-lasciato-senza-parole-luomo/

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4 thoughts on “Diversità…

  1. Sul lavoratore licenziato: anche se venisse riassunto -da quella fabbrica così antisindacale- sicuramente verrà fatto oggetto di mobbing in altro modo. Non so quanto gli convenga.

    Sul barbone: bella storia, davvero. Solo poi penso: lui fortunato, e tutti gli altri? E’ un circolo assurdo, pensarla così…

    Moz-

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    • Ciao giovane amico, sul lavoratore licenziato anche mio marito ha avuto lo stesso tuo pensiero, però se è vero che ci deve stare solo 5 anni prima della pensione…può farcela.
      Sul barbone una piccola fiammella di speranza…non tanto per lui, quanto per questa umanità così indifferente ai problemi altrui.
      Abbraccio

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  2. il lavoratore è stato fortunatamente reintegrato (e ci mancherebbe altro), il racconto della persona che chiedeva l’elemosina l ho trovato un poco ottimista, spesso le cose non si svolgono in questo modo, troppo spesso i cani vengono “usati” come oggetti, e non sono microchippati, e neppure vaccinati, dove risiedo ci sono state risse con chi chiedeva l’elemosina in questo modo… purtroppo. L umano escogita sempre qualche trucco nei confronti degli animali.

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    • Ciao Stefano, mi hai fatto una bella sorpresa! Innanzitutto un grande bentornato, poi riguardo al lavoratore, penso che il reintegro è il meno che l’azienda potessero fare. Io pretenderei anche una bella lettera di scuse, se fossi in lui.
      Riguardo al senzatetto anche io ho notato che usano gli animali per secondi fini, ma mi piaceva il lieto fine della vicenda, perciò ho pubblicato il tutto. Ho il cuore tenero io, e voglio pensare che per questa umanità ci sia ancora della speranza, se vuole. Abbraccio e torna presto. ❤

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Grazie di cuore per il commento e per la visita ◕‿◕ ٩(♡ε♡ )۶

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