Semplificazione*

Siamo stati capaci, noi reduci, di comprendere e di far comprendere la nostra esperienza? Ciò che comunemente intendiamo per “comprendere” coincide con “semplificare”: senza una profonda semplificazione, il mondo intorno a noi sarebbe un groviglio infinito e indefinito, che sfiderebbe la nostra capacità di orientarci e di decidere le nostre azioni. Siamo insomma costretti a ridurre il conoscibile a schema, a questo scopo tendono i mirabili strumenti che ci siamo costruiti nel corso dell’evoluzione e che sono specifici del genere umano, il linguaggio e il pensiero concettuale. Tendiamo a semplificare anche la storia, ma non sempre lo schema entro cui si ordinano i fatti è individuabile in modo univoco, e può accadere che storici diversi comprendano e costruiscano la storia in modo fra loro incompatibili; tuttavia è talmente forte in noi l’esigenza di dividere il campo fra “noi” e “loro che questo schema, la bipartizione amico-nemico, prevale su tutti gli altri.
I sommersi e salvati di Primo Levi
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2 thoughts on “Semplificazione*

  1. I GIARDINI DE L’ANIMAMadre terra nutre il seme, l’anima nutre le parole. Come i fiori sbocciano rigogliose, ridestando ad ogni Primavera i ricordi della mia fanciullezza, riportandomi a quel mazzolino di margherite con candor donate alla fidanzatina della mia pubertà. Ad ogni primavera la natura si destava parlando a chi la sapeva ascoltare con l’anima. Le margherite nella sua semplicità le preferivo a tutti gli altri fiori perché le ritenevo simili al Popolo (piccole e forti) se calpestate si rialzano sempre. I fiori semplici (allora) se donati col cuore erano i più graditi dalle persone umili di costume ma ricche nell’anima. Valori che il consumismo dell’apparire ha soffocato. Ricordate le cose semplici sono le più durature. I fiori più belli? Come le promesse dei politici appassiscono presto. *****Divulgo ciò che penso nella speranza che persone colte possano estrapolare il meglio dai miei commenti e completarli con parole più consone. La stagione dei sogni passa in fretta come la gioventù. I problemi della vita quotidiana (rispetto a chi ci governa) prendono il sopravvento. Quando diventi Uomo accantoni i sogni dando priorità alle responsabilità della vita quotidiana e i sogni (d’infanzia) vengono riposti nello scrigno dei ricordi. Il tempo passa veloce, ti ritrovi vecchio con i tuoi ricordi apri lo scrigno e ti accorgi che è vuoto. Come le foglie d’autunno il vento li ha portati con se. I sogni sono echi del passato che tornano sotto forma d’immagini riflesse in frammenti di specchio riuniti dalla clessidra del tempo, fantasie di gioventù che la realtà della vita ha ucciso. I sogni? Sono solo pulviscolo che la tempesta della vita sparpaglia nel cielo lasciandoli al giudizio dell’Anima. (Vittorio.A)PS. ci tengo a precisare che ho solo la seconda elementare e poca dimestichezza con le parole ciò che scrivo nasce spontaneo solo quando mi viene l'ispirazione. VITTORIO.A

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