Riconoscenza

Alziamoci e siamo riconoscenti,
perché, anche se oggi non abbiamo imparato molto,
almeno abbiamo imparato un poco;
e se non abbiamo imparato nemmeno un poco,
almeno non ci siamo ammalati;
e se ci siamo ammalati,
almeno non siamo morti;
perciò, siamo riconoscenti.

(Kuddhaka-Patha – risveglio.net)

Il massimo della semplicità per affrontare la vita…

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Per capire

Cosa devo pensare leggendo in un commento: “Ho incontrato due/tre persone di immenso valore umano.” riferendosi a persone virtuali (sottolineo virtuali, perchè è in questo aggettivo che sta l’inghippo, a mio parere). Come si fa a stabilire un “immenso valore umano” in persone che si conosce solo virtualmente, attraverso post o commenti?
Io posso capirlo nel mondo reale (sottolineo reale) perchè ci si vede, ci si incontra, ci si frequenta ma nel #mondo virtuale dove il più è falsato, è simulato, deve prendere forma per diventare davvero reale (se lo diventa), è corretto fare queste distinzioni? E le altre persone che non fanno parte di quelle due/tre persone, come vengono considerate?
Non capisco…Forse si è arrivati al punto da confondere o fare un tutt’uno del mondo virtuale con il mondo reale?

La ricerca della verità+

Il valore dell”uomo non sta nella verità che qualcuno possiede o presume di possedere, ma nella sincera fatica compiuta per raggiungerla. È famosa la scena che l”autore di questa dichiarazione, il drammaturgo tedesco del Settecento Gotthold Ephraim Lessing, aveva delineato in una sua opera. Se Dio dovesse presentarsi davanti a me, affermava, reggendo in mano tutta la verità e nell’altra la ricerca della verità e mi invitasse a scegliere, io gli risponderei: «La verità appartiene solo a te in pienezza, o Signore, a me dona soltanto la ricerca della verità». È vero che anche per noi è possibile conquistare o ricevere in dono la conoscenza del vero, sia pure coi limiti della nostra natura. Tuttavia ciò che è fondamentale è proprio la passione e la fatica per raggiungerla. Nell’Apologia di Socrate, Platone mette in bocca al suo maestro questa frase: «Una vita senza ricerca non mette conto d’essere vissuta». La sapienza di tutte le civiltà ha sempre immesso nell’anima questo fremito: non si vive da persone vere senza la domanda sul senso dell’esistenza, senza orizzonti ignoti e trascendenti. Una delle grandi malattie spirituali del nostro tempo è proprio la caduta del desiderio di ricerca e di conoscenza. Ci si accontenta dei luoghi comuni, degli slogan, dell’esperienza immediata e sensibile. Instillare già nei ragazzi il gusto della riflessione, facendo loro capire che la ricerca è ben altro che un navigare su Internet è un”impresa ardua eppur necessaria. Ed è un peccato che la scuola stessa si accontenti di consegnare qualche “verità” preconfezionata, senza guidare verso gli spazi infiniti dell’anima e dell’essere.

Da Il mattutino del 21/12/2006 di Ravasi

Solo e pensoso

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l’arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perché ne gliatti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:
sì ch’io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amore non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.
(Petrarca)

Programma

Sensazione

“Nelle azzurre sere d’estate
andrò per i sentieri
punzecchiato dal grano,
a pestar l’erba tenera.

Trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò,
non penserò più a nulla
ma l’Amore infinito mi salirà nell’anima
e me ne andrò lontano,
molto lontano come uno zingaro,
nella natura, lieto come una donna”.

Rimbaud

Si dice che sia la prima poesia di Rimbaud, credo che ci sia in essa tutta la sostanza della vita.

Adoro Leopardi

La stupidità

La tenera fata della stupidità è discreta e s”adatta meravigliosamente al bene e al male, al sapere e all”ignoranza, all”uno e all”altra, a voi come a me”
La ragione è in grado di smascherare il male che si cela perfidamente dietro la bella menzogna. Ma di fronte alla stupidità la ragione è impotente. Non ha nulla da smascherare. La stupidità non porta maschere. È innocente. Sincera. Nuda. È indefinibile.
Sto leggendo l”ultimo libro, intitolato Il sipario (Adelphi), dello scrittore ceco Milan Kundera, divenuto famoso una ventina d”anni fa per il romanzo L”insostenibile leggerezza dell”essere.
Mi diverte questa sua vivace rappresentazione della stupidità, fatina tenera, discreta,
apparentemente innocente e sincera e, soprattutto, invincibile. Con la stoltezza non si può combattere perché è come una mucillagine che si squaglia o prende nuove forme appena la colpisci. Non la puoi smascherare nelle sue incongruenze come si fa con l”errore, perché è senza maschera, vana e vacua.
Purtroppo, senza voler fare i supponenti, bisogna riconoscere che la stupidità s”infiltra dappertutto, in dosi piccole o massicce e riesce a rendere insipiente il pensiero di molti, ridicole certe espressioni d”arte, fatuo il comportamento sociale, dissennata la politica, banale persino la religione e scipita la stessa vita. La sua forza non è tanto nelle capacità perverse (che non ha) quanto piuttosto nella quantità della sua diffusione che nasce dall”imitazione.
L”unica volta che incontrai lo scrittore Riccardo Bacchelli mi disse di temere proprio questa diffusività: «Gli stupidi ” mi disse ” impressionano non foss”altro che per il numero!».
Bisogna, perciò, essere sempre vigili per non essere infettati da questo morbo dell”anima.
Gianfranco Ravasi

Un pensiero a Jolanda con il suo “sempre vigili”

Canto alla luna

Immagine 078

(foto mia fatta da casa)

Canto alla luna

La luna geme sui fondali del mare,
o Dio quanta morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell’anima ferita.
La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parodie del destino.
Io sono nata zingara,
non ho posto fisso nel mondo,

ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento,
quanto basti per darti
un unico bacio d’amore.

Alda Merini

…..

Però ho notato proprio in questi due ultimi giorni che sta dando risposte positive… (✿◠‿◠),  quindi che continui pure ad essere ribelle…